
Il sipario sul Mondiale Superbike 2026 si è finalmente alzato sul leggendario tracciato australiano di Phillip Island. Il primo dei dodici round stagionali è entrato nel vivo durante la notte italiana con le prime due sessioni di prove libere, offrendo ai piloti la prima vera occasione per testare il potenziale delle nuove moto in configurazione gara.
FP1: Assolo di Nicolò Bulega
A dettare legge fin dai primi passaggi è stato Nicolò Bulega. Il pilota emiliano, reduce dal titolo di vice campione del mondo, ha confermato lo stato di grazia della sua Ducati ufficiale fermando il cronometro su un eccezionale 1:28.858. Il distacco inflitto agli inseguitori è netto: Sam Lowes, su Ducati del team ELF Marc VDS, si è dovuto accontentare della seconda piazza con un ritardo superiore al mezzo secondo (+0.524). Ottimi segnali anche per il binomio tutto italiano composto da Alex Bassani e la Bimota, terzi a +0.689, seguiti dalla Ducati di Yari Montella, quarto a sette decimi dalla vetta.
FP2: Conferme e distacchi ridotti
Nel secondo turno di prove, il copione non è cambiato per quanto riguarda il vertice della classifica. Nonostante un tempo leggermente più alto rispetto al mattino (1:29.101), Bulega ha ribadito la propria leadership, candidandosi prepotentemente come l’uomo da battere per la conquista dell’iride. In questa sessione, però, la concorrenza è apparsa più vicina: Alex Lowes ha portato la sua Bimota a soli 253 millesimi dall’azzurro. Si conferma solido al terzo posto Alex Bassani (+0.367), mentre inizia a risalire la china il veterano Alvaro Bautista, che chiude la quarta posizione con la sua Ducati a meno di quattro decimi dal compagno di marca.

Vicepresidente dei Kawalieri di Akashi
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